Flutter trasferisce la sede di Sky Bet a Malta per ridurre il carico fiscale

Sky Bet, un marchio importante sotto l'ombrello di Flutter Entertainment, ha spostato la sede delle sue operazioni di scommesse sportive a Malta. Questo cambiamento strutturale,
iGaming Times
- Sky Bet, l’app di scommesse numero uno nel Regno Unito, ha trasferito la sede delle proprie attività di scommesse sportive a Malta.
- Si prevede che questa mossa ridurrà il carico fiscale annuale della società nel Regno Unito fino a 55 milioni di sterline, grazie all’aliquota fiscale effettiva del 5% applicata a Malta sulle società.
- La società madre Flutter Entertainment ha reso noto il piano per la prima volta nel giugno 2025, insieme a un programma di licenziamenti che interesserà circa 250 posti di lavoro nel Regno Unito.
- La ristrutturazione consente a Sky Bet di avvalersi di un meccanismo IVA che potrebbe ridurre il suo onere IVA relativo al marketing di circa 24 milioni di sterline.
- La decisione è stata definita «ipocrita» dai parlamentari, poiché coincide con le pressioni esercitate dal settore contro potenziali aumenti delle imposte nel Regno Unito.
Sky Bet trasferisce la sede centrale delle scommesse sportive a Malta
Sky Bet, uno dei principali marchi del gruppo Flutter Entertainment, ha trasferito la sede operativa delle scommesse sportive a Malta. Questo cambiamento strutturale, che ha visto il trasferimento a Malta delle decisioni commerciali e di marketing quotidiane a partire dal 1° novembre, è ampiamente considerato come una mossa significativa dettata da motivi fiscali.
L’attività di scommesse sportive è stata trasferita alla filiale maltese di una nuova entità britannica, SBG Sports Limited. Flutter ha informato per la prima volta il personale di tali piani nel giugno 2025, durante una riunione trasmessa in diretta streaming in cui sono stati illustrati anche i piani per circa 250 licenziamenti negli uffici del Regno Unito e dell’Irlanda, con l’ufficio di Leeds di Sky Bet che ha assorbito gran parte dei posti di lavoro persi. Sebbene i dirigenti di Flutter abbiano citato la necessità di operare in modo più efficiente e di ridurre i costi, fonti interne all’azienda hanno confermato che le considerazioni fiscali sono state la motivazione principale.
Il potenziale risparmio fiscale annuo raggiunge i 55 milioni di sterline
L’incentivo finanziario per il trasferimento è evidente. L’esperto fiscale Dan Neidle ha calcolato che la mossa potrebbe comportare un risparmio fiscale annuo complessivo fino a 55 milioni di sterline per Sky Bet.
Questo risparmio si ottiene attraverso due meccanismi principali:
- Imposta sulle società: il sistema fiscale maltese consente alle società internazionali di ottenere un'aliquota effettiva dell'imposta sulle società pari al 5%, rispetto all'attuale aliquota britannica del 25%. Sulla base dei recenti utili annuali di Sky Bet, questo fattore da solo potrebbe far risparmiare fino a 31 milioni di sterline.
- Scappatoia IVA: Neidle ha inoltre evidenziato un meccanismo IVA che Flutter potrebbe sfruttare, riducendo potenzialmente l’IVA pagata sul proprio budget di marketing fino a 24 milioni di sterline lo scorso anno.
Neidle, tuttavia, ha avvertito che questa mossa rappresenta una scommessa significativa a causa degli elevati costi di trasferimento e del rischio di future contestazioni legali o normative, comprese potenziali contestazioni da parte dell’HMRC (His Majesty’s Revenue and Customs).
Flutter accusata di ipocrisia dai parlamentari
La tempistica della ristrutturazione ha suscitato aspre critiche da parte dei membri del Parlamento (MP) e degli attivisti fiscali. La decisione è stata resa nota mentre il settore stava esercitando pressioni aggressive sul governo laburista, guidato dal Cancelliere Rachel Reeves, contro i proposti aumenti fiscali.
La Commissione speciale del Tesoro ha definito la decisione di Flutter «piuttosto ipocrita», sottolineando che il settore delle scommesse aveva recentemente esaltato le virtù del proprio contributo fiscale dinanzi alla Commissione.
L’amministratore delegato di Flutter, Peter Jackson, ha pubblicamente avvertito che gli aumenti fiscali porterebbero alla chiusura dei negozi e spingerebbero i clienti verso operatori senza licenza del mercato nero. Sebbene Flutter sostenga di aver versato oltre 700 milioni di sterline in tasse all’HMRC lo scorso anno e di impiegare oltre 5.000 persone nel Regno Unito, la società ha riconosciuto che il trasferimento a Malta avrà implicazioni fiscali, ma ha attribuito la ristrutturazione alla necessità di un modello operativo più pragmatico in un contesto di oneri normativi.
I cambiamenti strutturali proseguono in un contesto di attenzione agli Stati Uniti
Il trasferimento di Sky Bet fa parte di un più ampio e continuo riassetto strutturale da parte di Flutter Entertainment. Il gruppo, il cui valore supera i 25 miliardi di sterline, possiede marchi importanti tra cui Paddy Power, Betfair e Tombola, tutti registrati al di fuori del Regno Unito.
Flutter ha inoltre recentemente trasferito la propria quotazione principale in borsa a New York, segnalando un cambiamento di priorità strategica verso il redditizio mercato statunitense, dove controlla FanDuel. Questa decentralizzazione è presentata dall’azienda come un modo per controbilanciare le pressioni normative e ambientali esterne nei suoi mercati locali maturi, come il Regno Unito. Nel frattempo, l’Institute for Public Policy Research (IPPR) stima che l’aumento delle tasse sui prodotti di gioco d’azzardo potrebbe fruttare al governo 3,2 miliardi di sterline in più all’anno.
Analisi degli esperti: il fallimento delle politiche messo a nudo dalla migrazione
Il trasferimento di Sky Bet a Malta non è solo una decisione commerciale; è un chiaro sintomo del fallimento dell’attuale politica fiscale e normativa del Regno Unito nel trattenere le imprese digitali di alto valore. Questa mossa mette in luce il divario tra l’elevata aliquota dell’imposta sulle società del Regno Unito (25%) e giurisdizioni come Malta, che, utilizzando il sistema di imputazione e rimborso totale approvato dall’UE, offrono un’aliquota effettiva del 5%.
L’accusa di ipocrisia mossa dai parlamentari è corretta dal punto di vista politico, ma ignora il fondamentale dovere fiduciario di una società quotata in borsa, come Flutter, di ridurre al minimo il proprio carico fiscale nel rispetto della legge. L’azione della società indebolisce la lobby del settore contro gli aumenti fiscali, ma, cosa ancora più significativa, indebolisce l’argomentazione del governo secondo cui il Regno Unito è un polo competitivo per la finanza digitale.
Esportando il proprio processo decisionale commerciale e di marketing, Flutter garantisce che le attività redditizie della “app di scommesse n. 1 del Regno Unito” siano tassate al di fuori del Regno Unito. A meno che il governo britannico non affronti lo svantaggio fiscale competitivo e colmi le lacune dell’IVA – il che richiede una legislazione complessa mirata ai meccanismi di trasferimento degli utili – la migrazione dei giganti digitali non farà che accelerare, costando al Tesoro decine di milioni all’anno.
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